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ATROCE FAVOLA
tratto dalla Madama Butterfly di Giacomo Puccini
musiche di Giacomo Puccini e C.S.I, C.C.C.P, P.G.R, LITSZ
regia di Loris Seghizzi
fonica: Etienne Cahurel
luci: Michele Fiaschi
costumi: Fíorenza Lelli, Vincenza Barone, Gabriella Seghizzi
trucco: Fiorenza Lelli
musicisti: Carlo De Toni, Massimiliano Nocelli, Nico Panichi, GiacomoMacelloni, Stefano Lunardi, Emanuela Evangelista
con Iris Barone, Walter Barone, Mohared Barone, Spencer Barone,
Gabriella Seghizzi,
Denise Finozzi, Federlco Barone, Nicola Finozzi,
Vincenza Barone,
Francesco Oliviero

Tratta dall'opera teatrale di John Long e David Belasco, dalla quale poi Giacomo Puccini prende spunto per creare la famosa Opera lirica omonima, questa nuova produzione di Scenica Frammenti nasce ancora una volta dall'idea di riproporre in altre "vesti" un lavoro che già in passato è stato messo in scena dalla Compagnia.
Madama Butterfly fu rappresentato per la prima volta nel lontano 1950 con la direzione di Franco Seghizzi, allora la protagonista era Vincenza Barone, oggi narratrice dell'"Atroce Favola"dove riveste il ruolo di una signora dal volto e dall'anima evidentemente segnati dal tempo.
Nel 1973, anno in cui fu rappresentato per l'ultima volta Madama Butterfly, i protagonisti erano i due fratelli Iris e Walter Barone, che oggi si trovano a rivestire nuovamente lo stesso ruolo.
L'Atroce Favola mantiene parte della prosa della Butterfly di Franco Seghizzi, vengono inseriti quattro nuovi personaggi e la musica eseguita dal vivo da una band rock affiancata da un violino e un violoncelllo.
Lo spettacolo vive sulle commistioni degli elementi musicali, teatrali, tecnici e scenografici che lo compongono, il risultato è l'immagine di un ambiente che non vuol essere quello di una normale commedia musicale.
La musica, senza mai fermarsi, si amalgama alla prosa lasciando all'attore la possibilità di parlare e non solo cantare; molto spesso i singoli suoni di uno strumento sono in completa sintonia con l'emozione dell'attore per formare un corpo unico, e altre volte danno vita a sequenze conflittuali, originate dall' inevitabile incontro-scontro tra rock e classica, che poi si estendono al canto, alla prosa, alle ambientazioni.
Gli elementi scenici sono pensati per creare l'ettetto visivo di una nave e rievocare il viaggio quindi il movimento, l'eterna l'attesa e la partenza.
Quindi gli attori sono sempre in vista e in continuo movimento su una scalinata e la loro immagine è filtrata da una serie di tulle sovrapposte.
I quattro personaggi aggiunti alla storia originale prendono vita nelle figure di un' anziana signora, due bambini ed un cantante, tali figure sono posizionate su tre cubi disposti rispettivamente al centro della scalinata e a dx e sx fronte palco in modo da ditinguersi scenograficamente dal raggio d'azione dei personaggi originali.
Il più grande dei due bambini è desideroso di far leggere al più piccolo la storia di Butterfly che gli è stata raccontata dalla nonna come una favola, addormentandosi immagina per prima proprio la nonna che narra, poi un personaggio che sulla melodia pucciniana canta le parti di Pinkerton e si trasforma insieme a suoni ben più "distorti e contemporanei", e in seguito prendono vita tutti gli altri personaggi.
Una favola creata dalla fantasia di un bambino, la favola della vita, segnata da un filo indelebile che lega passato e presente, dove cambiano personaggi e periodi ma non la sostanza della natura dell'uomo dove non può esserci amore senza odio, ne odio senza amore……………la natura è sempre la più forte, contro di essa pare non si possa andare, e a volte accade che ingiustamente la fine di una vita diventi l'unico modo per essere liberi………………come Butterfly.
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